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Galileo ufficialmente operativo

Galileo ufficialmente operativo

In data 15 Dicembre 2016 il sistema di posizionamento globale Galileo è entrato in funzione ufficialmente. La Commissione Europea ha inaugurato la fase “Initial Services” della controparte europea del più noto sistema americano GPS. Ad oggi i servizi di base sarebbero teoricamente utilizzabili, a patto di avere a disposizione la dotazione hardware e software compatibile che attualmente è poco sviluppata.

Il primo smartphone che supporta Galileo a livello hardware è Aquaris X5 Plus di BQ, che fa uso del SoC Qualcomm Snapdragon 652. Per quanto riguarda il supporto software e delle API compatibili sarà necessario attendere Android 7.0, nome in codice “Nougat”. Tale versione permetterà, infatti, agli sviluppatori di applicazioni di accedere ai dati forniti dal nuovo sistema di posizionamento.

Gestito tecnicamente ed operativamente dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea), il programma di sviluppo di Galileo ha connotati del tutto civili. Il GPS americano, al contrario, è stato implementato e continua ad essere gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Dunque, di “proprietà” dei militari americani. L’esigenza di una minor dipendenza da questi ultimi ha spinto l’Europa a portare avanti il programma. E soprattutto ad evitare le conseguenze disastrose se un giorno gli stessi militari, magari in un clima di guerre o ostilità, decidessero di spegnere il GPS. D’altronde, un po’ in tutto il globo i vari stati hanno deciso di correre ai ripari: ad esempio i russi hanno introdotto Glonass (il quale ha visto fasi discontinue di impiego e operatività); i cinesi Beidou (che tuttavia nasce come sistema non globale, bensì regionale, coprendo gran parte dell’Asia); o ancora gli indiani IRNSS (anche esso un sistema regionale, ancora in fase di sviluppo).

Quando si parla di Galileo ci si riferisce a satelliti di tipo MEO (“Medium Earth Orbit”), cioè ad orbita media. Quantificando, si parla di corpi che gravitano a quota 23.000 km dalla Terra. Le distanze in gioco sono simili a quelle dei sistemi GPS e Glonass. I 30 satelliti saranno organizzati in un insieme di 27 pienamente operativi a regime e 3 di backup, per gestire eventi di guasti dei precedenti. Attualmente i satelliti orbitanti sono 18 (l’ultimo lancio risale alla data 17 Novembre 2016 e ha portato in orbita due coppie di due corpi per mezzo di un razzo Ariane 5 ES).

I ricercatori europei sostengono che Galileo fornirà un’accuratezza anche superiore rispetto al GPS. Si parla, infatti, di una precisione di 4 metri orizzontali e 8 metri verticali, a discapito dei 10 – 20 m del GPS. Ad esser rigorosi, il dato fornito fa riferimento a quello che viene denominato “Open Service”, ovvero il servizio disponibile apertamente e gratuitamente a tutti. In concomitanza sarà disponibile anche un “Commercial Service”, di tipo professionale, quindi rivolto ad aziende e società con esigenze diverse, che garantirà una precisione inferiore al metro.

Un principio importante preso in considerazione nella fase di progettazione è stato l’interoperabilità con il GPS. Sostanzialmente le caratteristiche tecnologiche del sistema permetteranno agli sviluppatori di dispositivi di reingegnerizzare gli apparecchi con piccole modifiche. In più, i comuni smartphone o navigatori satellitari avranno la possibilità di sfruttare entrambi i sistemi e quindi di usufruire di una localizzazione che sarà inevitabilmente più precisa ed affidabile.

 

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