280 Visualizzazioni

“che Impresa-Istruzioni per l’uso”- 24^ puntata: L’educazione all’imprenditorialità

Educazione all’imprenditorialità:

padroni del proprio futuro!

Oggi i giovani hanno sempre più difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. In questo scenario economico diventare imprenditori di se stessi può rappresentare una valida alternativa. Per tale motivo i documenti della Commissione Europea sull’educazione all’imprenditorialità specificano come questa non deve essere confusa con gli studi economici e di gestione d’impresa, ma deve piuttosto riguardare percorsi educativi di più ampio spettro, volti a sviluppare sia competenze generali (autostima, creatività, capacità di relazione) sia specifiche, quelle cioè relative alla gestione funzionale e vantaggiosa per le imprese.

Occorre, dunque, cominciare dalla scuola per promuovere e formare lo “spirito di iniziativa e imprenditorialità”, una delle otto competenze chiave per l’apprendimento permanente prevista nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006. In questo però l’Italia non registra una situazione di grande sviluppo.

Perché questa competenza si sviluppi nei cittadini, un ruolo fondamentale è svolto dalla scuola, ma anche da tutte quelle agenzie educative ed enti formativi che concorrono all’educazione permanente. Lo sviluppo di tale competenza chiave non può concretizzarsi senza ricorrere ad un piano attivo che dia le indicazioni generali agli operatori della formazione e dell’educazione. Allora si pone l’esigenza di fornire un sostegno per i docenti e i formatori che investa l’innovazione didattica, la collaborazione tra scuola e imprese, la condivisione in rete di risorse e buone pratiche, il raccordo tra le varie istituzioni e la collaborazione con il territorio locale.

Attraverso il piano d’azione Imprenditorialità 2020 e la Comunicazione “Ripensare l’istruzione”, la Commissione Europea ha sottolineato l’esigenza di inserire l’apprendimento dell’imprenditorialità in tutti i settori dell’istruzione, sia come materia a sé sia come insegnamento trasversale, includendo anche l’apprendimento non formale.

Nella Comunicazione per l’attuazione del programma comunitario di Lisbona l’educazione all’imprenditorialità viene definita così: “È una competenza utile a tutti nella vita quotidiana, nella sfera domestica e nella società, serve ai lavoratori per avere consapevolezza del contesto in cui operano e per poter cogliere le opportunità che si offrono ed è un punto di partenza per le attività o le conoscenze più specifiche di cui hanno bisogno gli imprenditori che avviano un’attività sociale o commerciale.”

Lo sviluppo di tale competenza, dunque, dovrebbe mettere in grado lo studente e il cittadino di “concretizzare le proprie idee”.

Maria Raspatelli

Rispondi