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Conti & De Filippi, buona la prima

L’esordio della coppia targata Rai-Mediaset alla conduzione del Festival di Sanremo 2017 mette definitivamente in un cassetto i timori della vigilia. Carlo Conti e Maria De Filippi, tutto sommato, sono piaciuti. A confortare le impressioni generali c’è anche lo share del 50,37%, che per una prima serata del festival è un risultato di tutto rilievo. Il conduttore toscano, nonché direttore artistico della kermesse, è soddisfatto dei risultati sia in termini di ascolti che di gradimento del pubblico.

“Quest’anno – ha dichiarato Conti – c’è un valore aggiunto che è Maria. Ho trovato quasi una sorella che non ho, in scena e nel mondo del lavoro. C’è sintonia perfetta tra di noi e questo è proprio il festival che avevo in mente, equamente diviso tra il bruno della mia pelle e il biondo e l’eleganza di Maria. Un festival non più a conduzione unica, ma doppia”.

La De Filippi, d’altro canto, affronta l’impegno con l’umiltà che si conviene in questi casi: “Sabato saluterò grata, felice di esserci stata. Ieri sera sono anche riuscita a divertirmi e spero di continuare a farlo, ma senza la voglia di condurlo. Il festival appartiene alla Rai: il mio futuro non è in Rai”.  Quanto a chi l’ha definita eccessivamente rigida e seria, Maria ribadisce: “Io sono venuta a Sanremo portando me stessa, cerco sempre di essere me stessa. So fare quello, non altro”.

C’è stato un prologo – tutto televisivo – con una carrellata sulle edizioni dei decenni passati. Un montaggio comprendente filmati su pellicola (quando ancora le immagini tv venivano conservate grazie al “vidigrafo”) e rari spezzoni registrati su nastro (i cosiddetti “Ampex”) come quello dell’edizione 1966, recente ritrovamento, che hanno dato l’esatta sensazione della messa in onda negli anni ’60.

A seguire, il collegamento con l’Ariston immerso nel buio, dove un Tiziano Ferro in versione bianco e nero ha omaggiato Luigi Tenco a 50 anni dalla scomparsa che avvenne proprio nella cittadina dei fiori.

E poi Carlo Conti nei panni del padrone di casa con Maria che gli ha donato un fiore bianco, prima di sedersi sulla scalinata come da consolidata abitudine.

Passando in rassegna i cantanti, veri protagonisti del festival, Fiorella Mannoia ha incantato la platea dell’Ariston con “Che sia benedetta”, esempio di eleganza, intensità, personalità. Ermal Meta, barese di origine albanese ha cantato “Vietato morire”, indubbiamente il testo migliore di questa edizione, istantanea su una madre e un figlio picchiati dal padre, in salsa pop. Samuel, proveniente da Amici, con il brano “Vedrai” si propone come uno degli outsiders per il successo finale. Promossi anche Fabrizio Moro, Elodie, Lodovica Comello, Alessio Bernabei, Al Bano. Rimandati invece Ron, Giusy Ferreri e Clementino, che dovranno sperare nel ripescaggio.

Hanno preso parte alla prima serata anche i superospiti Maurizio Crozza, Raoul Bova, Diletta Leotta (della quale parliamo in altro articolo), Ricky Martin, Rocio Munoz Morales, Paola Cortellesi.

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