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L’OSPITE

Uscire dal tunnel del Parkinson è possibile. Viaggio iniziatico dalla disperazione alla rinascita

Di Riccardo Guglielmi

 

Martedì 14 marzo, alle ore 18, presso la Libreria Roma, piazza Aldo Moro 13, Bari, Giuseppe Santoro, presenterà il suo libro autobiografico L’OSPITE, edizioni  Del Faro, e risponderà a domande e chiarimenti.

E’ la storia vera dell’autore, nato nel 1964 a Bocchigliero, piccolo paesino della Sila calabrese, medico cardiologo del Policlinico di Bari, da anni impegnato nella cura e nell’assistenza di persone con patologie gravi, che improvvisamente scopre di condividere il suo corpo con un inatteso ospite. L’intruso, che non ha mai bussato alla porta d’ingresso, non è altri che il morbo di Parkinson, una malattia grave, evolutiva e invalidante. Il dualismo tra corpo e malattia si replica in quello uomo e medico. La malattia non vuole essere accettata e l’uomo mette in campo il rifiuto di quella consapevolezza che purtroppo è chiara al medico sin dall’inizio. L’uomo, entrato in un tunnel di disperazione, prova a esorcizzare il male sperando in altre patologie. Affannosa e sterile diventa la ricerca di pareri medici, dall’amico al luminare, che possano con un semplice, “non esiste” cacciare quell’ospite vorace che, dopo essersi impossessato del corpo, tende alla conquista dell’anima. L’uomo impone il “viaggio della speranza” al Nord, mentre il medico è consapevole che a pochi passi e nella stessa Azienda dove opera ci sono eccellenze che, per capacità professionali, tecnologia e umanizzazione, non sono da meno. Le dinamiche lavorative, tanto rigide e dirette in ospedale, cominciano a essere scosse da forze destabilizzanti che minano le basi del rapporto tra colleghi. L’umanizzazione delle cure, cavallo di battaglia del Santoro medico, cede il passo all’egoismo. Cominciano a vacillare i valori solidi, affetti, famiglia, amicizie e fede.  All’amore stabile si sostituisce la ricerca compulsiva di amori virtuali che, una volta materializzati, diventano conflittuali e causa di successivo malessere. Mai verrà meno l’amore della moglie e dei due figli, “noi saremo arti e occhi”, che pur con l’orgoglio calpestato dai tradimenti, gli saranno sempre vicino e lasceranno sempre aperta quella porta che fa passare il raggio di luce che indica la direzione giusta per uscire dal tunnel. In tutto il libro l’ospite rimane ospite e non intruso e forse questo modo di interfacciamento permetterà al medico e all’uomo di non perdere mai ragione e speranza.

Uscire dal tunnel del Parkinson è possibile. Esiste una strada che lo stesso autore scopre e con leggerezza e poesia indica ai lettori. Un viaggio iniziatico che dalla disperazione, passando per il ritrovamento di se stesso porta alla metamorfosi vincente, rinascere a nuova vita e accettare l’ospite. E la malattia stessa diventa risorsa, un esempio per tutti quelli che soffrono e chiedono aiuto.

L’immagine della copertina è la sintesi di tutta l’opera; una metonimia tra astratto e concreto. La porta d’ingresso di una casa di un borgo contadino, solida come il legno consumato dal tempo, apre nel mondo dei valori positivi, della sicurezza e della saggezza che la civiltà rurale, da cui discendiamo, continua a trasmettere ai suoi figli. La metamorfosi inizia quando capisci che più che gestire bisogna accettare; solo così le problematiche saranno governate meglio. Le tenebre si combattono con la luce. E’ difficile testimoniare disagio e sofferenza senza cadere nella melanconia o nell’egoismo, ma l’autore riesce a condividere patos e a connettersi con la parola scritta. Dolore e sofferenza sono meno percepiti quando vicino hai qualcuno che ti ama. Con questa prospettiva di giudizio capisci come il tradimento stesso, esecrabile all’inizio, lo giudichi alla fine come atto d’amore verso la vera e unica compagna di vita.

Il libro si legge facilmente, appassiona e non contiene nozioni scientifiche per gli addetti ai lavori. Il taglio leggero, la chiarezza e la poesia rendono questo testo fruibile a quanti direttamente o indirettamente sono alle prese con ospiti non graditi che se pur distruggono il corpo non dovranno mai impossessarsi dell’anima.

Ingresso libero, aperto a tutta la cittadinanza.

Bari 24 febbraio 2017

Fonte: http://www.corrierenazionale.net/index.php/41-noi-e-la-salute/3142-l-ospite

 

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