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Embrione artificiale, Spagnolo (bioeticista): “Bene ma no uso inappropriato sull’uomo”

Docente bioetica Università Cattolica al Tg2000 commenta la scoperta dell’Università di Cambridge sui topi


Roma, 02 marzo 2017. “Da questa scoperta emergono due aspetti bioetici: uno positivo e l’altro negativo”. Lo ha detto Antonio Gioacchino Spagnolo, ordinario di bioetica e direttore dell’Institute of Bioethics and Medical Humanities all’Università Cattolica di Roma, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando la nuova scoperta di un team di scienziati dell’Universita’ di Cambridge che è riuscito ad ottenere il primo embrione artificiale di topo.
“L’aspetto positivo – ha spiegato Spagnolo – è legato al fatto che questo tipo di esperimenti porteranno a ulteriori conoscenze sulle modalità con cui si sviluppano le malattie legate allo sviluppo iniziale dell’embrione. In futuro potrebbe essere utile per applicarlo all’embrione umano”. “L’aspetto negativo – ha proseguito Spagnolo – è legato al fatto che se il passaggio dall’embrione di topo a quello umano si realizzasse potrebbe comportare una grossa difficoltà dal punto di vista etico: per raggiungere determinati risultati positivi per prevenire o curare le malattie legate allo sviluppo dell’embrione si andrebbero ad utilizzare inevitabilmente, nelle prime fasi di sviluppo di questa tecnica, altri embrioni umani, altre vite umane. Si tratterebbe dunque di un uso inappropriato della sperimentazione scientifica per raggiungere risultati che in sé potrebbero essere buoni”.

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