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“Quando la mia anima uscì dal corpo”. Un medico di Lourdes racconta le esperienze di pre-morte

Patrik Theillier, Quando la mia anima uscì dal corpo. Un medico di Lourdes racconta le esperienze di pre-morte, edizioni San Paolo, p.192, €14.50

Cos’è un’esperienza di pre-morte? L’anima sopravvive al corpo? Se sì, dove va dopo la morte? Esiste l’aldilà? Questa esperienza può riguardare solo gli adulti o anche i bambini? Perché alcune persone provano questo tipo di esperienze e altre no? Qual è il loro significato per chi le vive e per chi ne ascolta la loro testimonianza?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che Patrick Theillier si pone e sottopone con estrema delicatezza e sensibilità all’attenzione del lettore. L’autore conosce bene i fenomeni soprannaturali, per dieci anni, infatti, ha lavorato come medico dell’Ufficio delle Constatazioni Mediche del Santuario di Lourdes. È con rigore scientifico che egli studia le esperienze di pre-morte, conosciute con la sigla inglese NDE (Near-Death Experiences). Delle NDE ci sono testimonianze in tutte le culture e non necessariamente da parte di persone credenti.

Come accade un’esperienza di pre-morte e cosa comporta per chi la sperimenta?

Il dottor Theillier afferma che “è fondamentale precisare che le NDE non si verificano dopo la morte definitiva, ma alla frontiera della morte, quando la vita non è ancora svanita del tutto e vi sono ancora cellule viventi. Le NDE si verificano prima della morte biologica irreversibile. È per questo che si parla di pre-morte. È anche fondamentale precisare che le NDE si verificano dopo la morte clinica, cioè dopo l’arresto cardiaco, certo, ma anche dopo l’arresto dell’attività della corteccia cerebrale”. Questo è veramente un dato sconcertante; se non c’è attività cerebrale come si originano queste esperienze? Theillier afferma, nemmeno tanto timidamente, l’idea che l’anima, la coscienza possa sopravvivere al corpo dopo la morte. Queste esperienze rappresentano per l’autore una vera sfida scientifica. Risulta chiaro dalle NDE che quando il cervello ha smesso di funzionare, la coscienza può continuare. Sembra infatti che la coscienza possa funzionare indipendentemente dall’attività cerebrale. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che non sia il cervello a produrre i pensieri, ma che li trasmetta soltanto. “Il cervello non è che un trasmettitore/ricevitore, come un apparecchio radio: quando una radio si rovina non può più trasmettere la musica che l’orchestra però continua a suonare”.

Ma veniamo alla seconda domanda e cioè cosa succede dopo in coloro che hanno vissuto una NDE? Don Jean Derobet, che dopo essere stato fucilato ha vissuto un’esperienza di pre-morte, testimonia: “Si capisce perché ora non ho più alcuna paura della morte… infatti so che cosa c’è dall’altra parte”. Dopo un’esperienza di pre-morte, sia essa positiva o negativa, la persona cambia radicalmente il proprio modo di essere nel mondo, avviene in ogni experiencer, il più grande tra tutti i miracoli: la conversione del cuore. Infatti il dottore ricorda che “il soprannaturale è conversione, santificazione, divinizzazione: è l’azione di Dio che trasforma la natura e la eleva fino a sé. Il soprannaturale non è una realtà astratta che si aggiunge alla natura, né il terreno dei fenomeni straordinari”.

Maria Raspatelli

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