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Spari a San Severo. Mons. Renna: “Più forze dell’ordine per escalation di violenza”

Parla mons. Lucio Renna: “La microcriminalità aumenta in maniera esponenziale”

 

“Se non c’è un intervento serio, la situazione non potrà che peggiorare”. A lanciare l’allarme, tramite il Sir, è l’amministratore apostolico della diocesi di San Severo, monsignor Lucio Renna, all’indomani degli spari di due delinquenti che ieri sera hanno colpito una camionetta della polizia, fortunatamente vuota perché gli agenti dormivano in un bed and breakfast vicino alla stazione. Il presule parla di “allarmi continui”, di un “clima senz’altro drammatico perché gli episodi di criminalità si susseguono, sono diventati ormai il pane quotidiano, almeno per alcuni comuni della diocesi, tra cui San Severo”. “Ogni giorno – racconta Renna – si sente qualcuno dire di una bomba alla tabaccheria, alla farmacia, o in qualche altra parte: una cosa impressionante”. Per il presule si tratta di “un’escalation” di violenza in quest’ultimo periodo, “motivato anche dalle dichiarazioni di alcuni giovani e alcune persone”. “La situazione sociale non è delle migliori, c’è crisi della famiglia, crisi della società, posti di lavori non ce ne sono”, l’analisi di Renna: “La microcriminalità aumenta in maniera esponenziale”. “A questo si aggiunge il problema dei profughi, degli immigrati, anch’esso in crescita”, prosegue il presule: “Le nostre strutture non sono adeguate per accoglierli: il ghetto di Rignano è stato demolito, ma per quanto riguarda i nostri fratelli e sorelle che sono lì, alcuni hanno trovato ospitalità in qualche locale della zona, anche negli alberghi, altri sciamano, tutti invadono i paesi e i paesini, creando problemi”. Infine, la criminalità organizzata, che “sta dando segnali inquietanti, come quelli di ieri sera”. “Capisco la reazione del sindaco, che per un certo periodo ha fatto – e sta forse ancora facendo – lo sciopero della fame per sensibilizzare il Ministero dell’Interno a mandare un aiuto alle forze dell’ordine, che non ce la fanno più”. “Serve un numero maggiore di forze dell’ordine”, ripete il presule: “Non ci si può affidare soltanto a quelle esistenti nella zona, che sono allo stremo”.

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