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Giuseppe Demaglie, un enfant prodige del pianoforte

Talento musicale tutto da scoprire ed ammirare, quello di Giuseppe Demaglie, che domenica 19 marzo (ore 18) suona nel Salone della Provincia di Taranto per la sezione «Young» della 73esima Stagione concertistica degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» (biglietti euro 5, info 099.730.39.72).

Dopo il recente debutto nell’ambito del Giovanni Paisiello Festival seguito da ampi consensi di critica e pubblico, Demaglie ha riservato per questo recital uno spazio proprio al «genius loci» Paisiello (Sonata n. 3 «Richiamo di caccia»), tra gli autori in programma accanto a Leonardo Leo (Toccata n. 2), altro grande pugliese di scuola napoletana, Domenico Scarlatti (Toccata in re minore), Mozart (Sonata K 311), Beethoven (Sonata «La Patetica») e Chopin (Studio n, 12 «Il rivoluzionario» e Fantasia Improvviso).

Ha solo sedici anni il pianista tarantino, allievo di Palma Esposito presso il Liceo Musicale “Archita” di Taranto, ed ha già frequentato le masterclass all’Accademia Internazionale Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola con Riccardo Risaliti ed Enrico Pace. Guidato da una vivace curiosità e da una straordinaria meticolosità nell’affrontare lo studio del repertorio, Demaglie affianca grande estro ed intelligenza ed ama soprattutto confrontarsi con musiche bachiane e tecnicamente impegnative. Ha partecipato a molteplici concorsi nazionali ed internazionali, ai quali si è sempre affermato con la vittoria del primo premio.

Il cartellone principale degli Amici della Musica proseguirà mercoledì 22 marzo (ore 21), all’Auditorium Tatà, con «Naufragio con spettatore» del coreografo Roberto Zappalà, tra i nomi di punta della danza contemporanea e autore di una partitura scenica con i danzatori Roberto Provenzano e Fernando Roland Ferrer, impegnati sulle musiche di Bach suonate dal vivo dal pianista Luca Ballerini. «Naufragio con spettatore» è la prima tappa di «Odisseo», dal progetto «Re-mapping Sicily», ed è liberamente ispirato all’omonimo saggio di Hans Blumenberg. Si tratta di un lavoro sull’emigrazione/immigrazione e sul rapporto che gli occidentali hanno con il popolo migrante. Sia il viaggio di Ulisse che molte delle tragiche odissee del tempo presente si dislocano nel Mediterraneo, con al centro la Sicilia, sin dall’Ottocento terra di emigrazione. Pertanto, prendendo le mosse dall’idea di naufragio, Zappalà approda ai temi del viaggio, della fame/sete, della morte/salvezza e dell’assenza di spazio, con continui riferimenti a Ulisse ed, inevitabilmente, alla cronaca di questi ultimi anni, segnata dai disperati attraversamenti dei migranti e da decine di tragici naufragi. Su tutti, quello di Porto Palo (il più grande nella storia del Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale) a quello del marzo 2009, quando più di trecentocinquanta migranti in cerca di speranza e salvezza su tre imbarcazioni morirono annegati al largo delle coste della Libia.

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