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Papa Francesco in aprile andrà in Egitto. Tawadros II: “Francesco è mio fratello benedetto”

Papa Tawadros II, Patriarca della Chiesa copto-ortodossa d’Alessandria, sul viaggio di Papa Francesco in Egitto: “Francesco è un uomo animato dallo spirito divino. È mio fratello benedetto”. E ancora: “Il terrorismo non ha alcuna patria né alcuna religione”

Papa Francesco “è un uomo animato dallo spirito divino. Ho incontrato Sua Santità il 10 maggio 2013 nella Città del Vaticano e quel giorno ho sentito che Egli è mio fratello benedetto che ci sostiene con la preghiera, con l’esperienza spirituale e con gli insegnamenti scritti da cui la nostra vita può trarre grande beneficio”.

È quanto esprimeva papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copto-ortodossa d’Alessandria, al Sir in un’intervista rilasciata a fine gennaio, esprimendo anche un desiderio: “Spero vivamente che Sua Santità venga a visitare il nostro Egitto”.

Oggi il direttore della sala stampa vaticana, Greg Burke, ha annunciato che accogliendo l’invito del Presidente della Repubblica, dei Vescovi della Chiesa Cattolica, di Sua Santità Papa Tawadros II e del Grande Imam della Moschea di Al Azhar, Cheikh Ahmed Mohamed el-Tayyib, Papa Francesco compirà un viaggio apostolico nella Repubblica Araba d’Egitto dal 28 al 29 aprile 2017, visitando la città del Cairo.

La visita avviene in un momento particolarmente delicato per l’Egitto. L’11 dicembre scorso durante la celebrazione della Messa domenicale all’interno della cattedrale copta di san Marco in Abassiya, al Cairo, un attentato ha causato la morte di 25 persone (di cui 6 bambini), feriti e distruzione. È stato l’attacco terroristico più sanguinoso contro la comunità cristiana egiziana – il 10% di una popolazione di 90 milioni – dall’attentato a una chiesa di Alessandria, la notte di capodanno del 2011. Allora morirono 21 persone. Nell’intervista al Sir, Papa Tawadros racconta di aver ricevuto una telefonata di Papa Francesco che “ha voluto manifestare i suoi più sinceri sentimenti di vicinanza e di cordoglio a me, come capo della Chiesa copta, e a tutti i cristiani in Egitto, e per sostenerci con le sue parole di amore e di fede”. Nel corso della telefonata, Papa Francesco e Sua Santità Tawadros hanno parlato dell’ecumenismo del sangue. “Il sangue dei martiri – spiega Tawadros – è il carburante per la vita della Chiesa. L’ecumenismo del sangue e l’esistenza dei martiri della fede cristiana vengono considerati una solida base nell’ambito di dialogo teologico tra le nostre Chiese alla ricerca dell’unità dei cristiani”. Nel colloquio con il Sir Tawadros ribadisce la sua più ferma convinzione che “il terrorismo non ha alcuna patria né alcuna religione” e lancia un invito alla comunità internazionale e ai governi dell’Est e dell’Ovest a affinché lottino “con fermezza contro la violenza, il terrorismo, l’assassinio, la distruzione e contro ogni forma di discriminazione per porre le basi della pace e dello sviluppo.

Il mondo ora ha sete d’amore. L’amore è l’unica soluzione che possa conservare i cuori in purezza e assicurare una coesistenza e convivenza in pace e tranquillità”. All’inizio di marzo, papa Tawadros II ha partecipato alla conferenza islamo-cristiana che si è svolta al Cairo per iniziativa del Grande Imam della Moschea di Al Azhar, Cheikh Ahmed Mohamed el-Tayyib, sul tema “Libertà e Cittadinanza: diversità e integrazione”. I lavori ai quali hanno preso parte personalità religiose, accademiche e scientifiche, cristiane e musulmane, si sono conclusi con l’adozione di una “Al-Azhar’s Declaration for the Muslim-Christian Coexistence”. In quell’occasione Tawadros ha affermato: “La religione dovrebbe essere parte della soluzione e non parte del problema. L’ignoranza degli insegnamenti religiosi è il motivo principale dietro l’adozione di visioni estremiste e radicali”.

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