384 Visualizzazioni

Scritta su vescovado Locri. Mons. Oliva: “Non vogliamo il lavoro dalla ‘ndrangheta”

Parla il vescovo di Locri-Gerace: “Quello che vogliamo è un lavoro degno, non il ricorso al capo cantoniere o al boss di turno”

Dopo la visita di ieri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della manifestazione nazionale della Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, questa mattina i cittadini di Locri hanno trovato sulla facciata del vescovado la scritta: “Più lavoro, meno sbirri”. Il Presidente della Repubblica aveva lanciato un duro monito contro le mafie affermando, tra l’altro, che i mafiosi “non hanno onore”.

In questi giorni è presente in città, ospite del Vescovo, Mons. Francesco Oliva, anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera, l’associazione che da anni combatte le mafie con progetti di prevenzione e recupero.

Sul vescovado di Locri oltre alla scritta “più lavoro meno sbirri”, ne è stata trovata anche un’altra: “don Ciotti sbirro”. Entrambe le frasi sono state subito cancellate, stamani, dagli operai del Comune.

Il Vescovo di Locri ha dichiarato: “Da queste parti il bisogno di lavoro è fondamentale e lo conosciamo bene da anni. Su questo problema vogliamo richiamare l’attenzione per il bene di tutti, ma noi il lavoro non lo vogliamo dalla ‘ndrangheta”. “Quello che vogliamo è un lavoro degno, che rispetti i diritti degli operai, – ha proseguito il presule – non il lavoro per il quale si ricorre al capo pastore o al capo cantoniere o al boss di turno”.

Mons. Oliva, infine, ha ricordato “i segnali che sono partiti dalla diocesi attraverso il lavoro delle cooperative”.

Determinata anche la condanna della Presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi: “Questa scritta ci inquieta moltissimo, soprattutto il giorno dopo le parole del presidente Mattarella, che ha richiamato a prosciugare quella ‘zona grigia’ abitata da chi non è mafioso ma non combatte le mafie. E’ vero, per sconfiggere la ‘Ndrangheta ci vuole più lavoro ma non meno poliziotti o meno magistrati, ci vuole più lavoro, più cultura, ma si deve respingere ogni atteggiamento giustificatorio. La ‘Ndrangheta e le mafie non possono mai essere giustificate. Assolutamente no, sarebbe gravissimo ed inaccettabile”.

La redazione di Fly-TV esprime la massima solidarietà a don Luigi Ciotti che ha gioiosamente sacrificato tutta la sua esistenza alla lotta alle mafie e al sostegno spirituale e materiale di tutte quelle vite segnate da storie ed eventi legati al sopruso e al malaffare. Riteniamo che quelle scritte offendendo lui, colpiscano tutti gli operatori di Pace e Giustizia e tutte quelle vite stroncate per mano di mafia . 

Antonio Curci

Rispondi