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Rotatoria Caldarola-Salapia fra precedenze mancate e dubbi sul futuro della circolazione

Come si fa a far capire ai baresi che chi entra in una rotatoria deve dare la precedenza a chi invece la sta già percorrendo? Da qualche giorno è stata aperta alla circolazione la rotatoria di via Caldarola all’incrocio con via Vittorio Maggiore e via Salapia. Come era prevedibile, gran parte degli automobilisti che transitano su via Caldarola, da ambo i sensi di marcia, non rispettano l’obbligo di dare precedenza e passano anche a velocità sostenute, credendo di percorrere la via principale, complice anche il fatto che chi proviene da via Caldarola si ritrova davanti sostanzialmente un rettilineo. Così non è. Già diversi incidenti sono stati evitati per pura fortuna, ma si sa, la fortuna non è per sempre e prima o poi qualcuno ne farà le spese.

Questa rotatoria, in particolare, diventerà il punto nevralgico e di snodo per chi entrerà ed uscirà dal quartiere Japigia e dalla città, all’indomani della chiusura del ponte Padre Pio, sostituito da un sottovia che collegherà Japigia a San Pasquale. Qualche settimana fa, infatti, è stato reso noto il progetto di RFI che prevede fra le altre cose, la costruzione di un sottovia che collegherà viale Einaudi/via Amendola (attraverso via Diomede Fresa) a via San Pio, una tranquilla stradella parallela a via Caldarola e collegata con essa da due vie secondarie: Cavalieri di Vittorio Veneto e Vittorio Maggiore. Il dubbio dei residenti è legittimo: questi due budelli riusciranno a sostenere il traffico veicolare che oggi sostiene il ponte Padre Pio? La rotatoria Caldarola-Salapia riuscirà a sostenere la circolazione così come fa oggi la rotatoria Caldarola-Magna Grecia, di gran lunga più grande e a due corsie? Quale sarà la qualità dell’aria nella zona? e i rumori? Quale la sicurezza per i pedoni? E la salute dei residenti? Tante le domande alle quali, chi di competenza, dovrà fornire già da oggi delle risposte.

Antonio Curci

 

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