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Gran Premio di Bari, un successo riconfermato

La grande parata finale con le 55 splendide autovetture che hanno partecipato all’evento ha riempito gli occhi e i cuori del numeroso pubblico assiepato lungo il circuito. La quinta rievocazione dello storico Gran Premio di Bari ha colto nel segno anche stavolta. Non tutti – per ragioni più che altro anagrafiche – sapevano che Bari è stata sede, dal 1947 al 1956, di un gran premio riservato a monoposto di formula 1 e a vetture sport, svoltosi su un circuito davvero entusiasmante, con linea di partenza sul lungomare Vittorio Veneto, con un lungo tratto tortuoso tra l’ingresso orientale della Fiera del Levante, la punta di San Cataldo e l’ingresso monumentale, passaggio dinanzi al lido San Francesco, alla pineta, e rettifilo velocissimo in via Napoli, per poi tornare sul lungomare all’altezza di via Brigata Bari. Vi presero parte tutti i più grandi piloti dell’epoca: da Juan Manuel Fangio ad Alberto Ascari, da Gigi Villoresi a Jean Behra, da Piero Taruffi a Stirling Moss, per poi citare il più grande di tutti: Tazio Nuvolari. L’edizione del 1956 fu l’ultima perchè la città si stava ormai espandendo a dismisura e ciò rendeva sempre più onerosa l’organizzazione di un gran premio con chiusura al traffico di un percorso di quasi 6 chilometri. Basti pensare che tuttora a Montecarlo – la cui estensione nemmeno arriva ad un quartiere di Bari – si lavora alacremente da un mese prima affinchè si possa disputare il gran premio di formula 1 a fine maggio.

Da alcuni anni, l’Old Cars Club di Bari – federato ASI, Automotoclub Storico Italiano – ha il merito di aver riportato in auge la storica competizione, riservandola ovviamente a vetture storiche. Il circuito, per ovvie ragioni, non ricalca quello degli anni ’50 ma interessa corso Vittorio Emanuele, piazza Massari, gira attorno al Castello Normanno-Svevo, imbocca il lungomare all’altezza del porto e segue il suggestivo andamento della costa che poi ci riporta, con l’ultima curva del Teatro Margherita, sul rettifilo di partenza.

I 51 equipaggi, provenienti da tutta Italia, hanno portato in pista dei gioielli di meccanica e di storia dell’automobile. C’era una rarissima Cisitalia D46, delle splendide Maserati sport, una Vargiu Formula Monza usata da Michele Alboreto, una Triumph Sport Moss Monaco del ’64 pilotata dalla giovanissima Valentina Chicco, una fiammante Alfa Romeo Barchetta 1900 del 1955, la sontuosa Jaguar SS 100 del vicepresidente Asi Piero Piacquadio, poi la monoposto 6CM del ’38 prodotta dalle Officine Alfieri Maserati, la Fiat 501 del ’22 di Settanni-Brunetti, delle velocissime Stanguellini Formula Junior di fine anni ’50, la Lotus Eleven Le Mans del ’56, e questo solo per citarne alcune.

Equipaggi tutti entusiasti della manifestazione, che è cresciuta ed è apprezzata a 360 gradi. L’accoglienza barese e la perfetta organizzazione – affidata quest’anno alle cure di Franco Godono – rappresentano il biglietto da visita di questo evento a calendario Asi.

Era presente la giornalista di Tg2 Motori Maria Leitner, che ha assunto il ruolo di navigatrice sulla Giaur pilotata da Tazio Taraschi, presenza fissa del GP di Bari, figlio del costruttore di vetture da corsa Berardo Taraschi.

Catturato dal clima motoristico anche l’assessore Pietro Petruzzelli, che ha confermato come il Comune tenga a questa manifestazione e abbia fatto la sua parte in termini di agevolazioni generali, affinchè l’evento – che incrementa turismo e visibilità in senso lato – possa restare un appuntamento fisso nella primavera barese.

Nello spirito delle gare di regolarità, ha vinto chi si è tenuto con maggiore precisione nei tempi stabiliti. Il trofeo per il primo posto è andato a Mauro Giansante con la sua Ermini 500 Sport.

Ma vi rimandiamo alle immagini del nostro consueto “Speciale” che sarà trasmesso nei prossimi giorni, e per quanto ci riguarda desideriamo congratularci con l’Old Cars Club e il suo presidente Dario Catalano per lo spettacolo di una rombante domenica.

Foto di Piero Mele

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