705 Visualizzazioni

Il sorriso vince a Run for Parkinson’s

Maratona della solidarietà a Bari promossa dall’Associazione Parkinson Puglia

Riccardo Guglielmi

La splendida domenica di sole, il clima di festa e di allegria, hanno favorito i numerosi partecipanti, atleti e non, che si sono dati appuntamento alle ore 9 al Parco 2 Giugno e hanno aderito, anche quest’anno, alla maratona della solidarietà a sostegno delle persone affette da Parkinson e delle loro famiglie. Scopo dell’evento implementare nei cittadini baresi la cultura dell’esercizio fisico come prevenzione e cura di patologie anche gravi.

Run for Parkinson’s si è svolta lungo 2 diversi percorsi per consentire a ognuno di scegliere quello idoneo alle proprie possibilità: uno per i runner lungo 9,6 Km. (12 giri del percorso) e l’altro di lunghezza inferiore, che potrà essere percorso anche camminando, quindi idoneo anche alle famiglie e agli amici a 4 zampe.

Allestito uno sportello informativo dove i volontari dell’Associazione Parkinson Puglia, sempre presenti e sorridenti hanno fornito informazioni sulla malattia e sulle molteplici attività associative.

I volontari dell’Associazione Clownterapia hanno ravvivato l’intera manifestazione. Alla partenza era presente Pietro Petruzzelli, assessore Ambiente e Sport del Comune di Bari.

Tutta la cittadinanza è stata invitata a partecipare per trascorrere una piacevole mattinata all’aperto, all’insegna del sorriso e dello sport.

«Il sorriso – spiega Antonella Spigonardo, Vice Presidente di Parkinson Puglia e cuore pulsante della manifestazione- rappresenta l’arma vincente per cacciare quella melanconia che si affaccia in chi sa di avere una malattia importante. Grazie al sorriso la malattia può diventare risorsa, basta volerlo e i volontari dell’associazione, con il loro aiuto e col sostegno psicologico insegnano a raggiungere l’obiettivo»

«Quando un intruso entra nel corpo, il morbo di Parkinson è un ospite indesiderato che attenta alla tua vita – ha affermato  Giuseppe Santoro, il medico scrittore autore del libro autobiografico L’OSPITE- devi imparare a convivere. Vivere l’associazione permette di essere sempre aggiornati sulle terapie. I tanti volontari, cui non manca mai un sorriso accattivante,  con il mutuo aiuto favoriscono pratiche sportive adeguate e sostegno psicologico».

Alla manifestazione hanno aderito medici ricercatori, Vito Lepore e Paolo Flace, Associazioni sportive e di volontariato, AMA Cuore Bari.

«Questo evento – ha rilevato Paolo Amico, responsabile della Medicina dello sport del Policlinico di Bari, atleta che ha terminato la 10 Km- dimostra il ruolo positivo dell’attività fisica nel trattamento di una grave malattia degenerativa del sistema nervoso»

Anche nel Morbo di Parkinson l’allenamento motorio e sportivo è in grado di stimolare e indurre miglioramenti comportamentali e clinici; una vita sedentaria favorisce la progressione della disabilità clinica e della malattia. E’ da consigliare la corsa leggera, la camminata e la danza che, grazie alla ritmicità, facilitano l’esecuzione dei movimenti. Il tennis migliora il trofismo muscolare ed è un’ottima “ginnastica” cardio-polmonare. Particolarmente indicate le discipline orientali come Tai Chi e tecniche di rilassamento, stretching e yoga, che favoriscono l’allungamento muscolare, la mobilità articolare e l’equilibrio. Nei casi più gravi, quando l’attività fisica è impedita, la fisioterapia diventa una ginnastica passiva. Nel Parkinson la tecnologia biomedica ha sviluppato nuove proposte efficaci per il miglioramento della deambulazione, come l’allenamento sul tapis roulant, l’utilizzo di stimoli visivi e acustici e il ricorso alla realtà virtuale.

Raffaele Gelao, Francesco Clarizio, sono stati premiati per la fascia d’età, senior e iunior, le Associazioni, ASD La Pietra e Atleticamente per il numero d’iscritti. Tutti portano a casa una medaglia ricordo. Hanno vinto l’entusiasmo, la partecipazione e soprattutto il sorriso contagioso, sempre presente in tutti anche quando qualche nuvola oscurava il sole.

Nel morbo di Parkinson serve la terapia, l’esercizio fisico, la solidarietà e il sorriso, vero aiuto psicologico, che come diceva l’indimenticabile  Audray Hepburn è “l’accessorio più bello che una donna possa indossare”.

Rispondi