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Ocon regala la vittoria alla Mercedes

Colpi di scena ma anche colpi bassi a Interlagos per il Gran Premio del Brasile di Formula 1, vinto da Lewis Hamilton dopo una gara che ha visto protagonista Max Verstappen e la Red Bull. Le Mercedes hanno faticato, soffrendo di blistering alle gomme sia col set iniziale (supersoft) sia col secondo set (medie), pur avendo mantenuto per lungo tempo la testa della corsa con Hamilton, aiutato dal solito scudiero Bottas che ha rallentato gli inseguitori tra cui le due Ferrari e l’altra Red Bull di Ricciardo, quest’ultimo in rimonta dalla sedicesima posizione. Per le Rosse di Maranello non ha pagato la strategia di partire con le soft – le gomme a fascia gialla – che hanno faticato ad andare in temperatura ad inizio gara e sia Vettel che Raikkonen hanno dovuto cedere il passo ad un determinatissimo Verstappen. Primi a fare pit stop i piloti Mercedes, più in crisi degli altri con gli pneumatici. Le Ferrari riescono ad allungare il primo stint ma senza accumulare di fatto alcun vantaggio cronometrico sugli altri, ci riferiamo a Hamilton e Verstappen che tornano davanti alle Rosse dopo il valzer dei pit stop e ingaggiano una lotta a due da infiammare il pubblico. Nella seconda metà della gara l’inglese, con evidenti segni d’usura sulle gomme anteriori e posteriori, è costretto ad una sosta supplementare. Passato in testa, Verstappen sembra in grado di controllare la gara mostrando un passo più veloce della Mercedes di Hamilton, pur avendo alle spalle il britannico con pochi secondi di distacco.
L’episodio-chiave avviene alla staccata del rettilineo principale, con Esteban Ocon che, pur essendo doppiato, sfrutta la scia di Verstappen e tenta il sorpasso per sdoppiarsi. L’olandese rimette il muso davanti e si presenta con mezza macchina di vantaggio alla S di Senna. Ma Ocon, nonostante la “bandiera blu” luminosa – che appare chiaramente nelle immagini televisive – tiene duro e rimane ad interno curva per avere la meglio su Verstappen. Il risultato è un contatto tra i due: Verstappen chiude tranquillamente la traiettoria in virtù della sua leadership e dell’obbligo per il doppiato di lasciare spazio al pilota a pieni giri; Ocon non alza il piede dall’acceleratore nè si allarga oltre il cordolo, finisce quindi per speronare il pilota della Red Bull rovinandogli la corsa. Hamilton, che assiste alla scena da poco lontano, approfitta del testa-coda di Verstappen e si riporta in testa. Max si rimette all’inseguimento dopo aver dato dell’idiota al pilota della Force India motorizzata Mercedes, ma dovrà accontentarsi della seconda piazza.
Esteban Ocon viene sanzionato con uno Stop&Go di 10 secondi, forse troppo poco per la gravità dell’accaduto. In termini di regolamento, è lecito per un doppiato sdoppiarsi, ma solo se il pilota a pieni giri è in difficoltà o gira forzatamente più lento. In ogni caso, Verstappen aveva dimostrato di non essere più lento di Ocon, infatti alla staccata era l’olandese ad avere mezza macchina davanti. Ecco il motivo per cui la manovra di Ocon non è giustificabile, in più ha rovinato la gara che vedeva l’altro pilota al comando. Ma qualcuno potrebbe lasciar volare la fantasia e fare delle considerazioni. Ocon guida la Force India ma è un pilota Mercedes, anzi lo stesso Toto Wolff – Team Principal delle Frecce d’Argento – tempo fa ha spezzato una lancia in suo favore poichè Esteban, ritenuto un gioiello della scuola Mercedes, molto probabilmente non troverà posto in Formula 1 l’anno prossimo. Nessuno ha poi dimenticato l’episodio di Montecarlo nello scorso maggio in cui Ocon, all’uscita dal tunnel poco prima della chicane ha lasciato passare Hamilton quasi fermandosi; viceversa ha rallentato gli avversari delle due Mercedes nonostante gli venissero mostrate le bandiere blu che gli imponevano di lasciare strada immediatamente. A pensar male qualche volta ci si prende: che questo incidente possa essere un “regalo” alla Mercedes affinchè lo tengano in buona considerazione per il futuro? E chi lo sa.
Episodio Ocon-Verstappen a parte, quest’anno la FIA sta lasciando qualche ombra di troppo sulla gestione delle controversie e sulla interpretazione dei regolamenti. Nelle qualifiche di questo Gran Premio i commissari hanno graziato Hamilton reo di aver ostacolato sia Raikkonen che Sirotkin, mentre in altre occasioni era stata particolarmente severa contro chi commetteva infrazioni anche più lievi. La questione dei cerchi Mercedes – quelli con fori di raffreddamento sui mozzi – è tuttora in attesa di decisione da parte della Federazione a Place de la Concorde. Come ricorderete, la Mercedes ha preferito sigillare i fori con silicone per mettersi al riparo da eventuali pronunciamenti sfavorevoli; e come ci si attendeva, anche in Brasile le gomme delle monoposto anglo-tedesche hanno sofferto di blistering, dovuto a temperature eccessive non smaltite. Ma nelle gare settembrine la Stella a tre punte ha messo in cassaforte il mondiale, anche grazie a quella soluzione tecnica.
Sebastian Vettel è stato protagonista di una gara opaca – solo sesto oggi – lasciando a Raikkonen il compito di attaccare l’ostico Bottas, sempre ligio al suo dovere di guardaspalle di Hamilton. Non positiva dunque la strategia, non particolarmente competitiva la vettura di Seb, meglio quella di Kimi che sta chiudendo dignitosamente la sua storia con Maranello.

Titolo costruttori appannaggio della Mercedes, ormai anche la matematica lo dice. Rimane un’ultima gara, il 25 novembre ad Abu Dhabi, per chiudere una stagione vissuta tra luci e ombre per la Ferrari e prepararsi ad un 2019 con alcune novità, tra cui i motori Honda sulle Red Bull: sarà la scelta giusta per le lattine energetiche?

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