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Il nuovo thriller di Roberto Gassi sotto il segno dello scarabeo

«Il susseguirsi di assurdità in quella notte stregata lo mandò in piena confusione mentale. Si convinse di essere morto. Era puro spirito, la sua anima veniva guidata da uno scarabeo in chissà quale inferno a espiare chissà quale pena».

L’atmosfera che regna all’interno dell’ultima opera di Roberto Gassi affiora già nel titolo così enigmatico: “L’uomo con la testa di scarabeo”. Lungi dal fornire indizi – non volendo privare il lettore della dovuta suspense – possiamo dire che i motivi per immergersi in questa storia sono molteplici. Gli amanti del mistero e dei colpi di scena non rimarranno delusi: questo thriller ci cattura sin dal prologo, in cui l’innocuo tratteggio di un angolo della bella e solare Puglia ci proietta ben presto in un percorso tortuoso che, partendo da una sorta di amichevole ricatto, condurrà a scoperchiare un vaso di Pandora inimmaginabile a priori.

Roberto Gassi (sulla destra della foto)

L’autore è Roberto Gassi, scrittore barese con già due bei romanzi all’attivo, il primo dei quali – “La mosca bianca” – gli ha permesso di aggiudicarsi il concorso nazionale “Narrando”. “L’uomo con la testa di scarabeo” è il primo capitolo della bilogia dell’insetto, prefigurando un secondo romanzo che avrà un nome di insetto nel titolo. L’autore ha scelto uno scarabeo come spirito-guida, nonostante avesse già in mente l’intera trama. L’insetto, pur essendo una creatura minuscola, nasconde tutto un mondo da scoprire, ed è proprio questa la chiave del romanzo. L’autore rivela apertamente quali siano i suoi riferimenti: Charles Bukowski con “Pulp. Una storia del XX secolo” e Paul Auster con “Mr. Vertigo”, entrambi con qualcosa di magico nelle loro opere. L’editore Alessio Rega ha inserito il romanzo di Gassi nella Collana Maigret, dedicata agli amanti del genere thriller-poliziesco.
Il romanzo ha come scenario un piccolo paese del sud Italia, in bilico fra la terra e il mare. Ne è protagonista Erol Ciorba, un uomo semplice, ignaro di ciò che lo attende dietro l’angolo. E poi c’è Monsieur Blanche, un misterioso signore parigino che offrirà ad Erol un’opportunità cruciale per la sua vita. Il gioco a due che si instaura tra questi personaggi ricorda una partita a scacchi, giocata con lealtà e franchezza da entrambi, ma senza perdere di vista l’obiettivo finale.
La protagonista non umana è una Citroën DS seconda serie di fine anni ’60, un’opera d’arte francese su quattro ruote nata dalla matita del geniale designer italiano Flaminio Bertoni, soprannominata “Squalo” per la singolare sinuosità. Un’auto affascinante che fa da fil rouge dell’intera vicenda, giocando un ruolo fondamentale nella parte conclusiva del romanzo.
La storia ci porterà all’interno di uno stabilimento industriale in cui accadono cose molto strane: sparizioni, movimenti sospetti di loschi figuri, episodi agghiaccianti. Erol dovrà – suo malgrado – fronteggiare situazioni che solo pochi giorni prima avrebbe evitato come la peste. Un aiuto insperato lo guiderà attraverso intrecci ed enigmi che la complicata matassa ha in serbo per lui. Molteplici gli elementi che il lettore dovrà tentare di decifrare: ad esempio, cosa c’entrano i Red Hot Chili Peppers in determinati momenti della storia? E che ruolo avrà quella strana ragazza che Erol conoscerà in circostanze del tutto particolari? A voi scoprirlo.
“L’uomo con la testa di scarabeo” è edito da Les Flâneurs Edizioni.
Qui l’intervista di Fly Tv a Roberto Gassi, con le immagini della presentazione presso la Libreria 101.

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