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Nasce il progetto “i14, Soft Skill Labs”

Un ciclo di laboratori sulle competenze umane per le aziende pugliesi

Si fa tanto parlare di industria 4.0 e pullulano contributi, finanziamenti, consulenze e corsi di formazione dedicati all’adeguamento delle imprese da un punto di vista tecnologico. Poco invece si fa per coinvolgere e far crescere il “capitale umano” delle nostre aziende che in fin dei conti è quello che muove le macchine e fa crescere le nostre imprese.

Per gli imprenditori e manager pugliesi, la sfida è stata lanciata. È nato “i14”, un ciclo di laboratori d’impresa, 14 in tutto, che si terranno ogni 14 giorni, da novembre 2018 fino a giugno 2019. Tutti rigorosamente e provocatoriamente di lunedì mattina, il giorno considerato “nero” da un punto di vista lavorativo e che solitamente non lascia spazio alla formazione, al confronto, agli stimoli culturali. E invece no. I14 sono pensati per chi crede nel lavoro come occasione per fiorire e per far fiorire le persone attorno a sé e guardano alla formazione professionale e umana come a quel qualcosa in grado di darti una marcia in più.

Il percorso nello specifico ha l’ambizione di fornire ispirazione e “visioni” a manager e imprenditori attraverso l’uso consapevole delle cosiddette “Soft Skill” o competenze comportamentali, relazionali, anche dette “trasversali” in quanto non specificatamente tecniche rispetto a un ruolo ma che comprendono creatività, positività, capacità di ascolto e di collaborazione: tutte quelle cose che servono alla Persona prima ancora che all’imprenditore o al manager.

Si parte il 12 novembre, con un tema cardine: “l’imparare a imparare”, ovvero come acquisire e stimolare negli altri la capacità di apprendere.  Poi si prosegue con la gestione del tempo, la conciliazione tra lavoro e vita privata, la capacità di leadership, la motivazione, la comunicazione, il problem solving, l’apertura verso il nuovo, la mindfulness, l’etica e le virtù, l’umorismo, e via via con tutte le altre competenze utili al business per pensare più in grande, guardare più lontano e liberare il potenziale individuale e dell’intera organizzazione.

Presi dalle impellenze di tutti i giorni e dal rincorrere sempre qualcosa o qualcuno, perdiamo il valore delle cose che ci circondano. I laboratori de i14, attraverso la riscoperta dell’importanza del mettersi in gioco per l’apprendimento con esercitazioni, giochi, simulazioni e dei role playing vogliono farci recuperare il senso del nostro lavoro, in modo da farci sentire costantemente ispirati e realizzati dal lavoro che facciamo.

Per l’occasione Roberto Lorusso, Ceo della Duc in Altum srl (società di consulenza per la pianificazione strategica e la formazione), direttore/facilitatore dell’apprendimento de I14, ha messo su un dream team di esperti a guidare ciascuno di questi incontri. La Faculty è infatti formata dal meglio che la nostra regione possa offrire in quanto a business coach, formatori aziendali esperti e responsabili HR. Ecco i nomi dei formatori: Antonio Massari (formatore e consulente in Change Management); Marco Rotella (formatore e consulente di direzione); Alessandra Strafile (Life&Business Trainer); Vito Carnimeo (Senior manager consultant); Giovanna Laura Damiani (HR Manager Area Sud Italia, Leroy Merlin); Davide Tambone (corporate coach); Filomena Palumbo (Business Coach); Savino Zagaria (Business Executive Coach); Emanuela Megli (Formatrice in Soft Skills); Pasquale Adamo (Mental Coach e Direttore Master Coach Italia); Laura Conte (Psicologo e Trainer); Pietro Scrimieri (Direttore Risorse Umane e Organizzazione Acquedotto Pugliese SpA); Tania Petriccione (Coach Umanista e Orientatore); Davide Dabbicco (Positive Change Trainer).

Quattordici “campane” diverse suoneranno e risuoneranno insieme ai partecipanti che acquisiranno competenze sociali e ispirazioni individuali con ricadute certe e di valore, per se stessi, per il proprio gruppo di lavoro e per gli altri, che siano colleghi, collaboratori, familiari, i propri clienti, i fornitori, i partner o gli amici.

Del resto anche Peter Drucker, celebre e pluricitato economista del secolo scorso, a cui fu chiesto quale fosse la dote più importante di un leader, rispose: “il ruolo della leadership è quello di allineare i punti di forza delle persone in maniera tale da rendere i punti di debolezza innocui e irrilevanti”. Un modo positivo ed energizzante di vedere le cose, se partiamo dal presupposto che, per dirla alla Henry Ford “sia che tu pensi di farcela o di non farcela, probabilmente hai ragione.”

Anche il dettaglio della scelta del colore arancio per il lancio del corso, colpisce per la sua energia e creatività: le stesse che vanno messe nel lavoro di tutti i giorni poiché il lavoro non ha e non deve avere una piatta e monotona gamma di grigi ma è tutto da colorare perché è vita vera e le organizzazioni per essere smart devono prima di tutto esserehuman, rivolgendo l’attenzione principalmente a chi le fa funzionare anzi, a chi le fa vivere: le Persone.

L’innovazione passa quindi dalle mani dei visionari che, prima ancora di badare all’efficienza del funzionamento della macchina aziendale, sono orientati verso la ricerca del significato del proprio lavoro e di quello dei propri collaboratori. E a quel punto il lavoro diventa l’occasione di sviluppare qualità personali da mettere a disposizione della comunità intera.

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